domenica 18 settembre 2011

I CAPOLAVORI DE “I RACCONTI DI DRACULA”



Mentre si appressano le prime ombre dell’autunno, la Dagon Press riapre le sue cripte e, dalle ombre, sortiscono voci inquietanti che sussurrano nel vento notturno macabre novelle e storie obliate di tenebra e di morte: sono i RACCONTI DI DRACULA, e si inseriscono in una nuova collana narrativa che recupera dal passato i migliori romanzi horror e weird scritti da autori italiani, opere ignote, sepolte e dimenticate ma pregne nell’humus stesso di cui sono fatti i sogni, pagine infestate che ritornano per stregare una nuova generazione di lettori…

I RACCONTI DI DRACULA è stata una storica collana pubblicata dal 1959 al 1981 dall’Editrice ERP (poi Wamp) del barone Antonino Cantarella. Paragonata alla mitica Weird Tales, questa serie era il frutto di un gruppo di Autori eccezionali e di circostanze favorevoli che portarono alla nascita di un genere di narrativa a formula, dando linfa alla moderna letteratura fantastica e del terrore di marchio italiano. In questa mitica serie apparvero numerosi capolavori del genere nero e soprannaturale di scrittori italiani, nascosti tutti, come usava all’epoca, sotto presudonimi anglofoni o tedeschi. Per molti anni si continuò a credere che i libri della collana “I racconti di Dracula” fossero traduzioni di autori stranieri. Nei crediti del libro compariva infatti un titolo in inglese o tedesco e il relativo traduttore. Il trucco durò decenni fino a quando non si è scoperto che non si trattava di autori stranieri tradotti, ma di autori nostrani che scrivevano sotto pseudonimo. E per anni il loro vero nome era comparso nel libro: come traduttori!

I romanzi di questi scrittori dimenticati sono diventati oggi dei veri classici, e i loro autori degni di stare nell’Olimpo con i più alti nomi della narrativa di genere, i vari Algernon Blackwood, William Hope Hodgson, Jean Ray, e tutti gli altri che hanno fatto la storia e la fortuna dell’orrore letterario.

E’ con immenso piacere e anche una punta di orgoglio, quindi, che noi della Dagon Press, togliendo la patina di ragnatele a quelle vecchie riviste ingiallite (primo, e forse unico esempio di pulp di produzione italiana!) presentiamo i primi due volumi della serie I CAPOLAVORI DE “I RACCONTI DI DRACULA”, la collana di omnibus destinata a rinverdire i fasti di quella straordinaria fucina del terrifico, e di un periodo che – e per molti sarà una sorpresa scoprirlo - vide anche da noi una fiorente produzione fantastica e una schiera di validi autori cimentarsi con streghe e stregoni, vampiri e diavoli, mostri e licantropi, alieni, golem e tutta una serie di altre creatures della letteratura orrorifica e nera.

I CAPOLAVORI DE “I RACCONTI DI DRACULA” presenta, in edizioni ragionate e con i testi rivisti e corretti, le migliori novelle pubblicate nella vecchia collana. Il tutto sotto la supervisione e la cura di Sergio Bissoli, esperto che a questa serie ha dedicato oltre quarant’anni di appassionate ricerche, riuscendo a raccogliere e a catalogare il materiale rarissimo sugli scrittori, le opere, i disegnatori, le curiosità, i titoli, le trame, eccetera.
Ogni libro raccoglie tre romanzi-capolavori degli scrittori cardine della serie, con introduzioni, biografie, e riproduzioni di copertine originali. I primi due titoli usciti li presentiamo qui sotto:


I CAPOLAVORI DE “I RACCONTI DI DRACULA”
- I CLASSICI DELL’ORRORE NERO ITALIANO -
VOLUME PRIMO: FRANK GRAEGORIUS


Edizioni Dagon Press
pp. 328, Euro 19,00


FRANK GRAEGORIUS era lo pseudonimo con cui il dott. Libero Samale (1914-1985), medico psichiatra di Roma, firmava i suoi romanzi dell’horror e del soprannaturale, molti dei quali usciti nella vecchia e oggi mitica collana de “I Racconti di Dracula” dell’Editrice ERP. Autore di circa 100 romanzi di genere nero, studioso di esoterismo e magia, Graegorius ha trasfuso le sue conoscenze nelle sue Opere, e da uomo dotato di grande sensibilità ha creato capolavori di rara atmosfera, di sconvolgente bellezza e profondo mistero. Uomo eccezionalmente colto, dotato di una sensibilità quasi medianica, possedeva una biblioteca comprendente 6.000 libri di Occultismo e Scienze Psichiche; era inoltre un collezionista di rarissimi grimoires (libri di magia medievale) che reperiva nei vari Paesi del mondo. Nei suoi innumerevoli viaggi, dalla Scozia alla Boemia, dalla Germania alla Transilvania, Frank Graegorius ebbe modo di raccogliere numerose leggende, annotandosi nei suoi taccuini cronache di avvenimenti misteriosi e terribili, fatti inquietanti e superstizioni legate alle tradizioni popolari dei paesi che visitava. Visse molte esperienze insolite, a volte piacevoli, a volte terribili e pericolose, e strinse amicizia con personaggi enigmatici: medium, veggenti, occultisti, fattucchiere, sciamani, zigani, stregoni… Fu Profondo conoscitore, dunque, sia delle psiche umana che di concetti esoterici. E Tracce e intuizioni di questi studi sono disseminati, avvertibili e rintracciabili nei suoi libri.
In questo primo volume sono “riesumati” (è il caso di dirlo) tre suoi capolavori che, grazie alle infaticabili ricerche dello studioso e collezionista Sergio Bissoli, vengono ora di nuovo alla luce, dopo quasi mezzo secolo. Un po’ come i vampiri che popolano le sue pagine, fatte di tenebra e di mistero ma anche di rara e squisita bellezza.
Un autore da riscoprire e un libro (già cult per gli appassionati del genere) che non può mancare nella biblioteca del collezionista di libri a soggetto

      Indice del volume:
I SUSSURRI DELLE STREGHE
SUDARIO NUZIALE
IL CASTELLO DELLE ROSE NERE
Appendice: Frank Graegorius, il pioniere della letteratura horror italiana.


I CAPOLAVORI DE “I RACCONTI DI DRACULA”
- I CLASSICI DELL’ORRORE NERO ITALIANO -
VOLUME SECONDO: MORTON SIDNEY



Edizioni Dagon Press
pp. 304, Euro 19,00


MORTON SIDNEY era lo pseudonimo di Franco Prattico (nato a Napoli, nel 1929) che così firmava i suoi romanzi horror e thriller. Ha scritto anche gialli e fantascienza, e altri pseudonimi da lui usati sono Donovan Rick, Fred Gable, e Danny Revack. Oltre ai tre romanzi che qui presentiamo, i suoi capolavori del genere sono “La Stirpe Maledetta”, “Gli Uomini Pipistrello”, e “Il Tempio dell’Orrore”. Grande e dotato scrittore del brivido, i suoi racconti del soprannaturale sono percorsi da una vena romantica. Nelle sue storie paurose leggende si animano nei tetri castelli, antiche maledizioni dalla polvere dei secoli arrivano fino a noi portando il terrore…

     Indice del volume:
LA CACCIA DEL DIAVOLO
L’UOMO CHE NON POTEVA MORIRE
LA PRIGIONIERA DI ROCCIA
Appendice: “Io e i Racconti di Dracula”, di Sergio Bissoli


I LIBRI DELLA DAGON PRESS SONO STAMPATI IN EDIZIONE AMATORIALE E LIMITATA, E DISPONIBILI QUINDI FINO AD ESAURIMENTO DELLE COPIE.



Per informazioni e richieste:





domenica 3 aprile 2011

GLI INCUBI DI EDWARD LUCAS WHITE


Dopo una breve pausa dovuta a motivi “tecnici”, la Dagon Press riapre i battenti e annuncia che sono formalmente aperte le richieste per LUKUNDOO E ALTRE STORIE di Edward Lucas White, volume che già si preannuncia come un evento nella storia editoriale italiana legata al fantastico. In oltre 400 pp. sono state raccolte, in versione integrale, tutte le migliori storie horror, fantastiche e strane dello scrittore, tradotte per la prima volta nel nostro paese per le cure di uno specialista come Bernardo Cicchetti. Chi ama la buona letteratura fantastica, i grandi classici dell’orrore letterario, non può lasciarsi sfuggire questo volume.



Edward Lucas White (1866-1934), scrittore americano, fu professore di latino e greco e autore di romanzi di ambientazione storica. Oggi però è famoso, e giustamente ricordato, per essere l’autore di uno dei racconti più impressionanti della letteratura soprannaturale: “Lukundoo”, il cui protagonista è vittima di un raccapricciante maleficio operato da uno stregone africano. Il suo climax orrorifico lascia letteralmente pietrificati, e la sua particolarità è che la storia in questione lo scrittore se la sognò. Letteralmente. Ma oltre a questo gioiello del macabro, E.L. White ha scritto tutta una serie di memorabili racconti fantastici e orrorifici che prendono corpo dai suoi incubi, e che non sono da meno in quanto a senso di inquietudine e alienità che riescono a trasmettere, qualità che lo fanno annoverare tra i grandi Maestri dimenticati del genere. Lo stesso Lovecraft lo considerava uno degli scrittori più rappresentativi dell’horror del ‘900, e di lui ha scritto, in Supernatural Horror in Literature, che “… White sa conferire ai suoi racconti un pregio molto singolare: una sorta di fascino subdolo che possiede una sua peculiare capacità di convincere.”



La grossa raccolta che pubblichiamo in esclusiva (un vanto nel percorso editoriale della piccola ma agguerrita Dagon Press) raccoglie in maniera ragionata e pressoché completa, in traduzioni nuove e integrali, i migliori racconti della produzione fantastica di White, dei capolavori assoluti nel genere weird come “Il Muso”, “La Casa dell’Incubo”, o “Amina”, e comprende l’intera antologia originale Lukundoo and other stories (1927), più un’ampia scelta dei racconti più belli e significativi delle raccolte successive dell’autore, The Song of the Sirens and other stories (1934) e Sesta and other strange tales (2001). Il tutto corredato da disegni e illustrazioni d’epoca, foto rare dello scrittore, e documenti che ne inquadrano la vita e l’opera, comprese le rarissime Introduzione e Postfazione dello stesso White alle prime due suddette raccolte.



Il libro si presenta quindi come l’antologia “definitiva” di un vero classico della letteratura nera e fantastica, raccogliendo il meglio di un autore che fino ad ora è stato stranamente e – diciamolo pure – criminalmente ignorato in Italia.



Sebbene la sua fama di scrittore resti legata soprattutto ai racconti horror più tradizionali, White –scrive Andrea Jarok nella bio-bibliografia posta in appendice al libro – “si pone in quella scia di autori, da Walter de la Mare fino a Robert Aickman, in cui il fantastico è rappresentato più da una situazione psicologica irrisolta, attraverso la quale l’essere umano, reso più debole, riesce ad accedere a nuove e a volte terrificanti realtà”. E’ questo il caso, ad esempio, delle mostruose trasformazioni (prima psicologiche e poi fisiche) di racconti come “Canea”, “Il Muso”, o “Sesta” dove si assiste, nel contesto di una storia di pirati alla Robinson Crusoe, ad una terrificante metamorfosi lovecraftiana che lascia completamente spiazzati.



Ma nell’insieme dell’antologia trovano posto anche le più classiche ghost stories (“Il Messaggio sulla Lavagna”, “Gertrude”, “La Cintura”), conte cruels (“La Pantera Maculata”) e perfino fantasie storiche che, per stile e atmosfera, ricordano i racconti di Robert E. Howard (“Disvola”, “La Spada di Flocki”). Non c’è genere nel campo del racconto soprannaturale e fantastico in cui l’autore non si sia cimentato, e la forza della sua prosa, resa eccellente dall’esposizione precisa dei fatti, dall’accuratezza e dall’accumulo dei dettagli, si rende evidente in storie ingegnose e sottilmente inquietanti come “Il Canto delle Sirene”, una disturbante rivisitazione del mito Omerico, o “L’Isola Stregata”, dove l’aspetto onirico e quello fantastico si uniscono in un’atmosfera rarefatta che richiama il mondo allucinato di una serie televisiva di culto come Il Prigioniero. Ci sono poi le storie assolutamente inclassificabili, in cui le situazioni più strane e bizzarre, in genere legate alla psicologia deviata, ma anche devastata (e devastante) dei personaggi la fanno da padrone. E’ il caso di racconti come “Il Rantolo della Morte”, o “Il Puzzle”. Un campionario d’incubi, dunque, degno di un Poe o di un Lovecraft.



Quelli di White sono racconti che sempre, e in ogni caso, “rinviano a un oltre, a realtà parallele dove coerenza non è una parola pertinente” (Cicchetti). E’ noto che l’autore scrisse quasi tutte le sue storie sotto l’effetto dei sogni, o megli degli incubi, terrificanti e vividi, che ne affliggevano le notti; la sua era una sorta di scrittura automatica, quasi inconscia, come quella dettata dai medium, perché White scriveva subito dopo sveglio come fosse in tranche. Una caratteristica, questa, che lo accomuna vieppiù ad H.P. Lovecraft, altro grande creatore d’incubi. E al pari di quelle del Mestro di Providence le sue storie sono potenti, fantastiche e strane; in esse i personaggi e gli ambienti sono calati in atmosfere allucinate e irreali.



Anche un critico acuto come S.T. Joshi ha riconosciuto a White queste qualità, quasi magiche, di scrittura, dedicandogli un articolo elogiativo in cui afferma che “Edward Lucas White ci ha lasciato un piccolo ma significativo corpus di storie fantastiche, che troppo a lungo hanno aspettato per trovare una nuova generazione di lettori che le sappiano apprezzare” (cfr. “E.L. White: Dream and Reality”, in The Evolution of the Weird Tale, Hippocampus Press, New York, 2001, p. 45).



E’ quindi un volume di grande impegno e valore quello che pubblichiamo, un vero must per studiosi, cultori o semplici appassionati della migliore letteratura fantastica. Un libro destinato sicuramente a diventare un prezioso oggetto di culto, e che resterà negli annali delle pubblicazioni dedicate alla letteratura di genere in Italia.



Data la sua natura specialistica e anticommerciale, LUKUNDOO E ALTRE STORIE di Edward Lucas White viene pubblicato a tiratura controllata e limitata (solo 100 copie numerate), con possibilità di acquisto diretto mediante la modalità qui di seguito indicata:



- versamento su Postepay n. 4023600464559329 (intestatario Pietro Guarriello) o con bonifico bancario (dati a richiesta). Il volume ha un costo di 35 euro + spese di spedizione (4 euro), e l’invio avverrà con la sicurezza della posta raccomandata.


Dopo il versamento, occorre inviare una email di conferma all’indirizzo di redazione (studilovecraft@yahoo.it) circa l’avvenuto pagamento, indicando qui un indirizzo postale per il recapito.



IMPORTANTE: Il volume viene venduto con il metodo della prevendita (scontato del 10%), e gli ordini devono necessariamente pervenire entro il 30 aprile. Una volta chiuse le prenotazioni, le copie saranno stampate e spedite ai richiedenti, che le riceveranno entro un paio di settimane. Saranno quindi stampate tante copie quanti saranno gli ordini pervenuti (fino a un massimo di 100 copie).


Dopo la data suddetta del 30 aprile, se resteranno copie invendute, il prezzo del libro salirà a 39 euro + spese di spedizione; ma resta chiaro che al raggiungimento delle 100 copie il libro non sarà più disponibile.



Ricordiamo infine che, per quest’occasione “speciale”, il volume viene stampato in edizione rilegata e non in brossura, come i precedenti, e quindi avrà una solida copertina (che “invecchiata” ad arte riproduce esattamente, a parte il titolo in Italiano, quella originale del 1927) e sovracopertina antipolvere. Questa sua esclusività, e la stampa limitata (oltre alla bellezza intrinseca dell’oggetto in sé) determineranno il futuro valore del libro, destinato col tempo a diventare un ambìto volume da collezione.



Per ulteriori chiarimenti potete scrivere all’email di redazione:


studilovecraft@yahoo.it



Happy weird!