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LE FIGLIE DI CTHULHU - Racconti lovecraftiani al femminile

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E' uscita la nuova antologia della Dagon Press. S’intitola LE FIGLIE DI CTHULHU e a cura di Pietro Guarriello (con la collaborazione della scrittrice Alda Teodorani) raccoglie 11 racconti lovecraftiani al femminile , cioè scritti unicamente da donne - tutte autrici italiane - introdotti dal saggio “Le donne e i Miti di Cthulhu”. Il libro rappresenta una curiosità assoluta, un unicum nel suo genere in quanto per la prima volta, non solo in ambito italiano ma persino mondiale, esce un’antologia dei Miti di Cthulhu virata “in rosa”. Operazione che dimostra come anche le donne siano capaci di sfornare eccellenti racconti “alla Lovecraft.” Benchè diverse per stili e tematiche, le storie sono tutte in un modo o nell’altro ispirate da HPL e inserite nell’ambito del suo famoso ciclo mitico, che qui trascende in reami ulteriori e si arricchisce forgiato da una sensibilità tutta al femminile. Illustrazioni interne di Frank Frazetta, Virgin Finlay, Fabian, e altri artisti. L’antologia c

Studi Lovecraftiani 11

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E’ disponibile il nuovo numero in formato “book” di STUDI LOVECRAFTIANI, la rivista tutta dedicata al Sognatore di Providence. Questa ricca uscita si presenta con ben 126 pagine di articoli e saggi sullo scrittore e la sua opera. Si parte con un saggio sul tema della maschera in Lovecraft, simbolo enigmatico dietro cui l’uomo recita compiutamente il proprio ruolo nel cosmo, che in Lovecraft offre una chiave di lettura decisamente inquietante: la maschera nella narrativa lovecraftiana diventa un mezzo per fantastiche ed orrorifiche rivelazioni, una teofania di realtà insospettabili che oltrepassano le apparenze del quotidiano. A seguire una lunga indagine che finalmente, per la prima volta, rivela – con tanto di documenti di supporto – qual è lo stato attuale dei diritti d’autore sull’opera di Lovecraft, ovvero se la sua opera sia ancora protetta da copyright o se invece il suo patrimonio letterario sia finito di dominio pubblico. Un tema, questo, a lungo dibattuto e controverso, a

ARCHETIPI LOVECRAFTIANI: L’India e i Miti di Cthulhu

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Possono le storie dell’antica mitologia Vedica, piene di mostri e di titani, di cicli grandiosi e di fantastiche epopee, che si dipanano in eoni di tempo infiniti perduti nell’eterna forgia cosmica, aver ispirato H. P. Lovecraft e i suoi Miti di Cthulhu? Il presente studio, frutto di appassionate e minuziose ricerche, supportate dall’epistolario dello stesso Lovecraft, indaga l’argomento senza pregiudizi o preconcetti di sorta, con l’occhio clinico dello studioso attento a cogliere ogni riferimento, ogni sfumatura o fonte particolare che rimandi a mitologie e tradizioni reali all’interno della narrativa lovecraftiana. Il quadro che ne risulta è sorprendente, a volte illuminante, ma comunque sempre di stimolo per affrontare con piglio critico la lettura dei racconti di Lovecraft, che una volta di più si dimostrano non essere solo semplice letteratura d’evasione, ma scaturiscono da precise fonti, da materiali mitici e sincretici che, rielaborati dalla fervida fantasia dell’autore, va

STUDI LOVECRAFTIANI: i numeri 9 e 10

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Sono usciti due nuovi numeri in formato “book” di Studi Lovecraftiani, rivista aperiodica di critica e di studio sulla vita e l’opera di H. P. Lovecraft. In eleganti volumetti illustrati di circa 100 pp. l’uno sono presentati saggi, articoli, recensioni e documenti accompagnati da scritti inediti in Italia del Sognatore di Providence. Il n. 9 contiene il terzo e ultimo speciale su Lovecraft e il cinema. Si apre con un interessante excursus del critico francese Jean-Louis Letraut, che per la prima volta rivela curiosità, risvolti e retroscena lovecraftiani del film “Providence” di Alain Resnais! Tra gli altri contenuti anche un lungo saggio sui film tratti dal racconto “Il Colore Venuto dallo Spazio”, due interviste - al regista Stuart Gordon che qui non ha bisogno di presentazioni, e a uno degli autori della premiata pellicola “The Call of Cthulhu”, Sean Branney (quest’ultima in esclusiva) – poi estratti di lettere inedite di HPL stesso, che rivela i suoi gusti mainstream in fatto di

Il tema della distanza nei racconti di H. P. Lovecraft

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E’ disponibile il nuovo volume della collana “book” di Studi Lovecraftiani. Si tratta di un testo originale che va ad arricchire il ristretto canone degli studi italiani sul Maestro di Providence, aggiungendo un nuovo, inedito tassello critico all’analisi del “cosmic horror” lovecraftiano. In cosa consiste l’orrore in Lovecraft e, soprattutto, qual è la sua origine? E’ questo il tema del presente lavoro, che va alla ricerca dell’esatto luogo d’origine degli orrori lovecraftiani con lo scopo di considerarlo elemento interpretativo da concatenare all’Ignoto, al Non-Conosciuto . In questo senso, i racconti di Lovecraft possono essere considerati come un inconsapevole cammino che i suoi personaggi compiono alla volta di un inimmaginabile orrore. È esattamente in questa prospettiva che il tema della distanza entra in campo: se, a detta di Lovecraft, “l’orrore è sempre strettamente congiunto all’ignoto e all’insolito”, è proprio in questa dimensione di diversità, di estraneità, che egli