domenica 21 aprile 2013

IL RITORNO DI STUDI LOVECRAFTIANI



A grande richiesta torna Studi Lovecraftiani, l’unica rivista italiana ed europea interamente dedicata allo scrittore H.P. Lovecraft e al suo mondo fantastico. E in attesa del nuovo, monumentale n. 13 (oltre 250 pp. di articoli e saggi dedicati al Maestro di Providence) esce ora uno speciale tutto incentrato sulla vena artistica di HPL, qui indagato nella sua qualità di illustratore e disegnatore. A farci da guida in questa interessantissima nonché illustratissima rassegna (sono infatti riprodotti all’interno dello speciale tutti i disegni e i bozzetti artistici realizzati dallo scrittore, delle vere rarità, di cui alcuni non hanno mai visto prima la pubblicazione a stampa) è Francesco Brandoli, che qui sotto ci presenta e introduce l’aspetto artistico e più estroso, poco o per nulla conosciuto, dell’autore dei Miti di Cthulhu:

L’ARTE GRAFICA DI H.P. LOVECRAFT
di Francesco Brandoli


La bella copertina è opera dell’artista Matteo Bocci.

Persino Howard Phillips Lovecraft non è stato esente da certe velleità artistiche. Nell’immenso corpus documentaristico che il Solitario di Providence ha lasciato ai posteri (migliaia di documenti, di cui circa 3.000 sono conservati alla Brown University del Rhode Island – U.S.A.), sono presenti bozzetti, schizzi e talvolta veri e propri disegni che Lovecraft realizzò durante la propria vita. Si trattava principalmente di un esercizio ludico, per mezzo del quale l’Autore sembrava voler regalare un accessorio ai destinatari delle proprie missive, per lo più amici, reali o di penna, spesso scrittori come lui e altrettanto noti sulle pagine di riviste dell’epoca, prima fra tutte Weird Tales.
Nello scorrere le epistole dello scrittore americano, risulta così facile imbattersi in rapidi schizzi, abbozzi o veri e propri disegni che lo stesso Lovecraft si è divertito ad appuntare nel corso di una lettera, inserendovi illustrazioni e didascalie; oppure, si possono trovare veloci abbozzi delle sue idee, frammisti a rapidi appunti delle stesse, nel tentativo di fissare in maniera più definita e intensa quell’immagine che forse temeva gli sfuggisse via, svicolando dalla sua mente in altre dimensioni spazio-temporali…
Possiamo essere certi che Lovecraft sia stato un grande scrittore, ma era appunto questo: un ottimo narratore, non certo un illustratore. Eppure, i suoi disegni dimostrano una buona preparazione e una certa sensibilità artistica e immaginifica: soprattutto ci rivelano dettagli e informazioni supplementari rispetto a quanto già offertoci dal testo scritto. Ci svelano uno shunned Lovecraft. Un Lovecraft sfuggito e poliedrico, che ancora non conoscevamo e che, probabilmente, non sveleremo mai abbastanza.

In questo inedito speciale HPL artista e illustratore, è anche tradotta per intero, per la prima volta in Italia, una lettera del 27 marzo 1934 indirizzata da Lovecraft a Franklin Lee Baldwin, in cui il Solitario di Providence si dilunga proprio sul suo rapporto con il mondo dell’arte e della rappresentazione grafica, confidandosi e svelandoci preziosissime informazioni su tale aspetto della sua vita.

Lo speciale L’ARTE GRAFICA DI H.P. LOVECRAFT conta 70 illustratissime pagine ed è ordinabile, al prezzo di 10 euro, sul nostro store on-line di Lulu.com.

In alternativa, un certo numero di copie è disponibile anche presso la nostra redazione, e per ordinarle basta inviarci una email a studilovecraft@yahoo.it e vi verranno fornite tutte le informazioni necessarie per la richiesta.

Ma le novità che ha in serbo per voi la Dagon Press non finiscono certo qui: è pronta e disponibile anche la ristampa, rieditata e corretta, dell’esauritissimo primo numero di STUDI LOVECRAFTIANI, da tempo fuori catalogo e praticamente introvabile. Si tratta di un numero da collezione che aggiunge, oltre al nuovo formato volumetto (non quindi lo spillato del vecchio fascicolo del 2005) che si addatta alle recenti uscite, anche materiale nuovo e originale e nuova grafica e illustrazioni. Qui sotto la copertina e una presentazione:

STUDI LOVECRAFTIANI 1


L’esordio editoriale di Studi Lovecraftiani, rivista di saggistica e di studio dedicata alla vita e all'opera di Howard Phillips Lovecraft, curata da Pietro Guarriello sotto il marchio della Dagon Press, ebbe luogo nella primavera del 2005. Pubblicazione amatoriale a diffusione controllata, “SL” ha da allora lo scopo di promuovere la critica e lo studio dell’autore dei Miti di Cthulhu attraverso saggi, documenti, articoli, notizie e recensioni, prospettandosi come un importante punto di riferimento per gli estimatori italiani del Gentiluomo di Providence. Il titolo della rivista non è casuale: si richiama infatti ai leggendari Lovecraft Studies americani (oggi diventati Lovecraft Annual) pubblicati sotto la direzione di S. T. Joshi, e al pari di questi si pone il fine di promuovere l’analisi e l’approfondimento dei vari aspetti che ruotano attorno a Lovecraft, alle sue creazioni e al suo mondo. Qui gli appassionati italiani dello Scrittore possono trovare un sicuro punto di riferimento, oltre che un’occasione di incontro e confronto.

Stampato in origine come fanzine fotocopiata e spillata, del n. 1 di SL furono tirate 60 copie, che andarono subito esaurite. Da allora il fascicolo risulta irreperibile, e per questo abbiamo oggi deciso di iniziare una serie di ristampe che renderanno di nuovo disponibili, nel nuovo formato volumetto a stampa professionale, i primi ed esauritissimi numeri di Studi Lovecraftiani.

Nel sommario di questo primo numero troviamo, dopo una dotta ed esauriente Introduzione agli studi lovecraftiani di S.T. Joshi, biografo e massimo esperto mondiale di HPL, una utile (per neofiti e non) Guida alla narrativa di H.P. Lovecraft presentata da Fabrizio Claudio Marcon, e, a seguire, gli articoli La rivoluzione copernicana del Sognatore di Providence di Massimo Berruti, e Scott-Elliot ispiratore di Lovecraft di Gianluca Casseri; quindi Lovecraft e la musica, una panoramica a tutto rock (cthuliano, naturalmente) di Bruno Gargano, Elvezio Sciallis e Andrea Bonazzi sulle produzioni discografiche in tema, e l'approfondito dossier Lovecraft: ipotesi di un viaggio in Italia dedicato all'omonimo "documentario" di Federico Greco e Roberto Leggio, andato in onda il 31 ottobre 2005 su Studio Universal. Lo speciale in questione comprende diverse schede informative e un'intervista esclusiva di Michele Tetro al regista Greco, insieme ad altri autorevoli interventi atti a puntualizzare la natura di finzione del breve film, surreale omaggio lovecraftiano altrimenti proposto in veste di realistico documentario. Rubriche, novità, recensioni librarie e varie segnalazioni completano il fascicolo.

INDICE COMPLETO DEL SOMMARIO:

Una nuova rivista dedicata a H.P. Lovecraft, di Redazione
Introduzione agli Studi Lovecraftiani, di S.T. Joshi
Guida alla lettura di Lovecraft, di Fabrizio Claudio Marcon
La “rivoluzione copernicana” del Sognatore di Providence, di Massimo Berruti
H.P. LOVECRAFT IN ITALIA: SPECIALE DOSSIER
I discepoli di Erich Zann: Lovecraft e la musica, di Bruno Gargano, Elvezio Sciallis e Andrea Bonazzi
Scott-Elliott ispiratore di Lovecraft, di Gianluca Casseri
LA BIBLIOTECA DI R’LYEH: Recensioni letterarie
NECRONOMIBOOKS: Rassegna di notizie e panoramica sulle novità lovecraftiane

Studi Lovecraftiani n. 1
(Ed. Dagon Press - riedizione 2013)
110 pp., 12,00 Euro

Ordinabile sul nostro shop on-line di Lulu.com:

(un certo numero di copie sono disponibili anche presso la nostra redazione.


sabato 6 ottobre 2012

MAX DAVE e I RACCONTI DI DRACULA Vol. 4




La quarta e attesa uscita de I Capolavori dei Racconti di Dracula, che ristampa in edizioni integrali, riviste e corrette dal curatore Sergio Bissoli, i migliori romanzi horror apparsi nella mitica prima serie della collana, è tutta dedicata al grande Max Dave, autore culto di numerosi thriller soprannaturali, dove il labile confine tra realtà e fantasia si tinge di ombre terribili e inquietanti. Un luogo prediletto dai fantasmi…

Con lo pseudonimo di MAX DAVE scrivevano due persone: il dott. PINO BELLI (1921-1968) autore dei tre romanzi presentati in questo quarto volume, e il fratello dottor Carlo Belli (vivente). Di origini nobiliari, Pino Belli, il maggiore e più prolifico dei due, dopo una breve carriera come ufficiale dell’esercito prima e poi come regista, iniziò la sua attività di scrittore nel 1958 scrivendo storie del mistero per la collana Narratori Americani del Brivido dell’editore Cantarella, tra cui spiccano L’Ombra che Ride e Il Vampiro. Dopodichè entra in pianta stabile presso lo stesso editore e, firmandosi come Max Dave prende a scrivere “I Racconti di Dracula”. Presto divenne uno degli autori più prolifici e richiesti della mitica collana, dando la sua impronta indelebile all’intera serie. “Genio sregolato” (come lo definisce Sergio Bissoli nella sua postfazione, “I fantasmi di Max Dave”) fu ideatore dei casi più pazzeschi, di trappole diaboliche, di orribili apparizioni nei castelli o nelle brughiere della Scozia (luogo prediletto dove ambientare le sue storie più macabre) in capolavori di narrativa a doppia soluzione, magistralmente scritti. In circa dieci anni di carriera scrisse decine di romanzi horror, alcuni dei quali sono stati tradotti anche in Francia, e quelli che qui riproponiamo – dopo oltre mezzo secolo di oblìo – sono i più rappresentativi del suo stile unico e inconfondibile.

UCCIDONO I MORTI?
Con questo romanzo esordiva (nell’anno 1959) la mitica collana originale dei Racconti di Dracula, “con lo scopo di presentare” – scriveva l’editore nella postilla editoriale – “la migliore narrativa nel campo dell’allucinante e dello spaventoso”. La trama sembra precorrere i migliori film di Dario Argento: Una terrificante maledizione aleggia sul castello degli Hatchet; la sciagura si abbatte su signori e servitù allorché una mano ignota inizia a mietere le prime vittime, e alcuni cadaveri vengono rinvenuti con il volto deformato dalla paura. Tutto sembra avere origine dalla sparizione di una misteriosa statuetta di giada verde, legata al culto tibetano della resurrezione dei morti. E tra lugubri saloni bui, ombrosi e semideserti, una creatura dell’oltretomba torna per tormentare i vivi…
Il primo originale thriller fantastico di Max Dave, già entrato nell’Olimpo dei Classici della letteratura Nera.

ASSEDIATI DAL DEMONIO è uno dei romanzi più surreali, allucinati e folli dell’intera serie dei Racconti di Dracula. Un piccolo e sonnacchioso villaggio del Galles viene sconvolto da strane apparizioni: dei misteriosi “uomini rossi”, specie di creature eteree che non sono di questo mondo, escono di notte per vagare tra i vivi, uccidendo con il loro tocco mortale. Forse sono richiamate da un perverso e scellerato patto col diavolo. Interviene l’esercito… ma un gruppetto di civili resta intrappolato in un antico castello e, assediati dalle mostruose creature, lotta per la sopravvivenza. E mentre fuori infuriano lampi e spari, ha inizio una terribile discesa negli inferi del castello e della mente umana…
Uno dei grandi capolavori fantastici di Max Dave, qui al meglio della sua forma.

TERRORE AL CASTELLO è una cupa e insidiosa ghost story carica di suspense. In un antico e tenebroso maniero, sferzato dalla furia della tempesta, ristagna un’atmosfera d’incubo e di paura: i futuri eredi della Marchesa, una misteriosa nobildonna di età indefinita, iniziano a morire in modi atroci. Ognuno sospetta dell’altro, ma mentre insorgono i primi contrasti, i fantasmi del posto manifestano la loro oscura presenza. E cosa succede, ai vivi, quando è un fantasma a mostrare i segni della pazzia?
Un romanzo magistrale, un altro capolavoro del terrore soprannaturale di Max Dave.


I Capolavori dei Racconti di Dracula
Volume 4: Max Dave
A cura di Sergio Bissoli
Edizioni Dagon Press, 2012
pp. 304, Euro 19.00

Ordinabile sul nostro shop on-line di Lulu.com:

(Sul sito sono disponibili anche i primi tre volumi usciti della collana)


giovedì 7 giugno 2012

Ray Douglas Bradbury (1920 - 2012)




Buon viaggio e GRAZIE, Old Boy .
Ci vedremo su Marte...

(Non è morto ciò che in eterno può attendere/
E col passare di strani eoni, anche la morte muore...)


"The October Game" (Weird Tales, marzo 1948)


"Skeleton" (Weird Tales, settembre 1945)


"The Smiling People" (Weird Tales, maggio 1946)


"The Black Ferris" (Weird Tales, maggio 1948)


"The Jar" (Weird Tales, novembre 1944)


"The Scythe" (Weird Tales, luglio 1943)



DARK CARNIVAL (Arkham House, 1947)




domenica 4 marzo 2012

PAROLA DI LOVECRAFT: Tutti gli scritti autobiografici del Maestro della letteratura fantastica



Pubblicato dalla Società Editrice La Torre è uscito PAROLA DI LOVECRAFT, un volume che raccoglie per la prima volta, in edizione italiana a cura di Pietro Guarriello e con introduzione di Gianfranco de Turris, tutti i testi “autobiografici” di HPL presentati con ampio commentario, introduzioni e appendici critiche e bibliografiche. Il libro è disponibile su vari bookstore online, ma può essere anche ordinato direttamente presso l’editore: info@editricelatorre.it

Riportiamo qui sotto la scheda editoriale reperibile sul sito web della Società Editrice La Torre:


A oltre settant’anni dalla sua morte, la fama e la notorietà di Lovecraft come scrittore di fantastico e orrore è andata crescendo in un modo esponenziale, di pari passo con – diciamolo pure – il suo mito. Nel senso che intorno a hpl “personaggio” si è sviluppata una vera e propria mitologia che, col tempo, ne ha portato la figura nella leggenda. Una leggenda alimentata dallo scrittore stesso, pur senza volerlo. Quest’aura di stramberia e originalità creatasi intorno a Lovecraft si è poi consolidata negli anni, al punto che risulta ancora oggi quasi impossibile da dissipare. La pubblicazione da parte di S.T. Joshi di tutti i testi “autobiografici” di hpl, qui riuniti, ci mette adesso a disposizione sia le fonti originali di certe sue bizzarrie, poi mitologizzate, sia la loro interpretazione “autentica”. L’importanza di questo volumetto è proprio quella di mostrarci H.P. Lovecraft per così dire dal vero, senza intermediari: cioè come lui stesso si vedeva e quindi descriveva nei suoi aspetti biografici, ma anche nelle sue idee e nella sua originale visione del mondo. Questa, detta in altri termini, è la Parola di Lovecraft.

L’edizione italiana, curata da Pietro Guarriello con l’introduzione di Gianfranco de Turris, è stata ampliata rispetto all’originale con un ricco apparato di note esplicative, una apposita bibliografia orientativa, un saggio di S.T. Joshi sugli aspetti autobiografici della narrativa di Lovecraft e una eccezionale serie di immagini inedite sui personaggi e gli ambienti di cui si parla nelle sue pagine.

Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) è considerato oggi il più grande autore di letteratura fantastica di tutti i tempi. Nacque il 20 agosto 1890 a Providence dove, a parte una breve parentesi di due anni a New York, trascorse tutta la sua esistenza, compensando le difficoltà della vita quotidiana con una potente immaginazione. La sua fama crebbe solo dopo la morte avvenuta il 15 marzo 1937, quando la sua opera, apparsa inizialmente su riviste popolari, fu pubblicata in volume dalla Arkham House. In essa lo scrittore ha creato un universo immaginario uscito da sogni e incubi, con lo scopo di comunicare un sentimento di orrore indicibile di fronte a una realtà quanto più lontana, distante ed estranea dalla percezione umana. In questo contesto “cosmico” sono nati i Miti di Cthulhu, un complesso ciclo narrativo che ha rivoluzionato il genere horror spostando le fonti della paura verso l’infinito, negli abissi insondabili del tempo e dello spazio. Oggi Lovecraft è una presenza costante nella letteratura mondiale, i suoi libri sono stati tradotti in tutte le lingue e vengono continuamente ristampati. Ormai è considerato un classico, un autore che varca le generazioni e non c’è scrittore moderno nell’ambito della narrativa horror e della fantascienza che non riconosca di essere stato influenzato dalla sua opera.

Parola di Lovecraft è distribuito in tutte le librerie che lo ordineranno attraverso i canali distributivi dell’editore (www.editricelatorre.it/distributori.asp) e può essere acquistato sui principali siti di e-commerce specializzati nella vendita on line di prodotti librari (ibs.it, unilibro, deastore, webster.it, bol.it) nonché attraverso il sito web della Società Editrice La Torre (http://www.editricelatorre.it/).

H.P. Lovecraft
PAROLA DI LOVECRAFT
Tutti gli scritti autobiografici del maestro della letteratura fantastica
Editore: Società Editrice La Torre
Caratteristiche: 160 pp., cm 14,80 x cm 21, illustrazioni in b/n, brossurato con copertina a colori
ISBN: 978-88-96133-13-2
Prezzo: € 14,50

giovedì 9 febbraio 2012

I RACCONTI GROTTESCHI di L.A. LEWIS e il Vol. 3 dei CAPOLAVORI DE "I RACCONTI DI DRACULA"


Cari amici e appassionati, dopo una pausa di qualche mese la Dagon Press torna a riaprire le sue cornucopie di tesori fantastici, e cosa c’è di meglio, in queste gelide serate invernali intinte nel bianco della neve (il colore dei fantasmi!) che trascorrerle insieme ad una buona raccolta di storie weird, magari vicino al camino, al tepore rassicurante della fiamma che arde sui ceppi?

Sì, perchè una tra le più strane, più affascinanti e più oscure raccolte di storie dell’orrore di tutti i tempi è arrivata finalmente in Italia, grazie al lavoro di scavo e di recupero della Dagon Press e in primis del nostro benemerito collaboratore Bernardo Cicchetti, curatore dell’edizione italiana. Si tratta dell’incredibile, bizzarra antologia che nell’originale inglese ha il titolo di Tales of the Grotesque: A Collection of Uneasy Tales, volume del 1934 le cui rarissime copie originali sono oggi praticamente introvabili e vengono prezzate centinaia e anche migliaia di dollari nel mercato dell’antiquariato librario. L’autore, il misterioso Leslie Allin Lewis (1899-1961) scrisse solo questo libro, una vera icona del genere fantastico e soprannaturale, e poi sparì nel nulla. Ma il fascino delle sue strane storie (undici in tutto) permane, anche a distanza di decenni, e il libro ha da allora stregato critici, esperti e connoisseurs della letteratura antirealista: “Una delle più belle antologie del terrore mai pubblicate”, l’ha giudicato uno specialista come Mike Ashley (in Who’s Who in Horror and Fantasy Fiction), e lo stesso Richard Dalby, che nel 1994 ha curato una riedizione altrettanto rara, parla di “horror stories di eccezionale qualità” (cfr. The Penguin Encyclopedia of Horror and the Supernatural).
     
Un libro e un autore leggendari, dunque, che siamo orgogliosi di portare in Italia, per la prima volta, in traduzione integrale arricchita dall’unico altro racconto scritto da Lewis, da straordinarie illustrazioni appositamente realizzate per questa edizione, e da esclusive foto d’epoca: documenti, immagini e storie di indubbio fascino che rimandano al periodo delle weird tales più classiche, quelle per intenderci di M.R. James, A. Blackwood, W.H. Hodgson, ecc., ma con in più uno stile di scrittura moderno e perfettamente attuale. “Quelli di Lewis”, assicura Neil Wilson (l’autore di Shadows in The Attic – A Guide to British Supernatural Fiction: 1820-1950) sono racconti insoliti, originali, che in modo deciso portano l’atmosfera della ghost story classica nel Ventesimo Secolo”.
      Sono storie avvolte in atmosfere misteriose, inquietanti, surreali, macabre, spettrali, cupamente fantastiche e grottesche, da “La Torre di Moab”, in cui un edificio stregato, infinito, è dimora di demoni orrendi, a “Ibrido”, con una singolare trasformazione e un finale beffardo; da “La Fortezza Perduta”, che si trova in un limbo sperduto oltre il tempo e lo spazio, un luogo immoto e inanimato, ma violato dal crimine, a “Gli Accordi del Caos”, dove la bizzarra musica di un pianista-medium evoca visioni terribili di follia, morte e distruzione. Ma tutte le storie sono decisamente singolari e intinte nelle atmosfere del macabro e del bizzarro, come “Il Bambino”, con la sua lugubre dimora che si erge in un bosco evitato da Dio e dagli uomini, abitata da una misteriosa entità, o “Gli Spettri dell’Aria”, un racconto sinistramente ‘lovecraftiano’ dove agisce una creatura maligna, infernale, enigmatica nei suoi scopi, e inconoscibile. E poi ancora la possessione soprannaturale di “La Pipa di Schiuma”, in cui il diario di un folle riporta una cronaca assurda, terrificante, di alienazione e paranoia.


      Queste e altre Storie Grottesche troverete nel libro, una silloge perfetta di racconti terrifici tra i più originali del genere. Un’antologia che ben si presta anche per tentare un gioco affascinante, delle comparazioni letterarie. “Immaginiamo che questa sia un’antologia di autori vari”, scrive Cicchetti nella Postfazione, “e attribuiamo ai racconti la paternità più probabile. Ecco, potrebbe uscirne fuori una lista del genere: ‘La Fortezza Perduta’ di Matthew Shiel, ‘Ibrido’ di Robert Hichens, ‘La Torre di Moab’ di Clark Ashton Smith, ‘Il Bambino’ di Edward Lucas White, ‘Il Pugnale’ di Robert Bloch, ‘Gli Accordi del Chaos’ di Algernon Blackwood, ‘La Pipa di Schiuma’ di August Derleth, ‘Gli Spettri dell’Aria’ di Howard Phillips Lovecraft, ‘Il Maiale di Ferro’ di Richard Matheson, ‘Vivente nella Morte’ di Algernon Blackwood, ‘Il Racconto dell’Autore’ di… Clive Barker? Stephen King? Decidete un po’ voi. Intendiamoci, se fosse così, se Leslie Allin Lewis fosse non un autore in carne e ossa ma uno pseudonimo collettivo, questa sarebbe davvero una delle possibili antologie del meglio degli autori citati.”
     
E davvero una personalita multiforme dev’essere stata quella di L.A. Lewis, di cui ancora oggi si sa decisamente troppo poco. Scrittore? Veterano delle due guerre? E che altro? Tutto quello che si sa di lui, oltre al fatto che sia stato un pilota della RAF e che abbia scritto alcune delle più originali horror stories di tutti i tempi, ce lo dice sempre Cicchetti nella sua Postfazione, in una inedita ricerca, impreziosita da foto e documenti d’epoca, in cui si svelano dettagli e fatti basici della vita dello scrittore mai prima emersi; ma del quale comunque restano avvolti nel mistero gli ultimi anni, trascorsi non si sa dove… forse in una delle realtà “altre” in cui si muovono i protagonisti dei suoi racconti? Il regno-limbo della fortezza perduta – uno dei suoi tales più magici e perfetti – o lo strano altrove verde di “Vivente nella Morte”, macabra fantasia di cadaveri e dimensioni parallele? Chissa! Quel che è certo, è che Lewis e i suoi RACCONTI GROTTESCHI sono oggi entrati nel mito della letteratura fantastica e di genere, ed è una fortuna averli recuperati e tolti dall’oblìo delle opere perdute –  grazie a Richard Dalby in Inghilterra e a Bernardo Cicchetti in Italia – per dar loro modo di continuare a stregare e affascinare una nuova generazione di lettori.


Il volume, stampato in solida edizione rilegata con sovracopertina “d’epoca” (basata su quella originale degli anni ’30) è a tiratura limitata – solo 100 copie numerate – e viene venduto con il metodo della prevendita, cioè con prenotazione, al prezzo promozionale di 29 euro + spese di spedizione. Gli ordini dovranno quindi pervenire entro fine febbraio 2012. Una volta chiuse le prenotazioni, le copie saranno stampate e spedite ai richiedenti che le riceveranno entro un paio di settimane. Dopo tale data, se resteranno copie invendute, il costo di ognuna sarà di 35 euro.
Importante: una volta esaurite le 100 copie non sono previste ristampe. Si offre così ai lettori e agli appassionati l’occasione di avere in esclusiva qualcosa di unico, un libro destinato a diventare col tempo un tesoro per i collezionsti e un motivo d’orgoglio per chi lo possiede.
La modalità d’ordine è la seguente: o un versamento su Postepay n. 4023600464559329 (intestatario Pietro Guarriello) o un bonifico bancario (dati a richiesta).
Dopo il versamento basta inviare una email di conferma all’indirizzo di redazione (studilovecraft@yahoo.it) indicando qui un indirizzo postale per il recapito.


I CAPOLAVORI DE
"I RACCONTI DI DRACULA":
PAUL CARTER


Ricordiamo inoltre che, in concomitanza con l’uscita del volume Racconti Grotteschi di L.A. Lewis, sarà disponibile anche il terzo libro della collana I Capolavori de “I Racconti di Dracula, che presenta altri tre memorabili romanzi dell’epoca d’Oro del weird-tale italiano. L’autore è Paul Carter, “il viandante nell’orrore”, come titola Sergio Bissoli l’appendice biografica, perché ebbe modo di visitare tutte le nazioni del mondo, eccetto il Giappone. E queste sue esperienze di viaggio, spesso straordinarie, sono riportate fedelmente nei suoi romanzi, ognuno dei quali ambientato in una nazione differente del mondo, come i tre che presentiamo in questo volume:

LE BELLE E I MOSTRI si ambienta nelle arroventate atmosfere del deserto Australiano, dove avvengono fatti strani, misteriosi, con scomparse di locali e di indigeni. Tutto converge all’isolata fattoria di Firth Farm, abitata da un gruppo di ricchi occidentali, tra cui due “mad doctors” che conducono strani esprimenti sulla fauna botanica. Mentre tra le felci giganti, le araucarie e gli eucalipti si muove una strana creatura…
In SATANA E’ DONNA rivive la leggenda di Lady Godiva, la contessa che scandalizzò l’Inghilterra cavalcando nuda; ma qui la storia si ambienta nelle gelide Higlands scozzesi, tra ruderi di antichi castelli battuti dalla furia degli elementi. E la rediviva in questione ha il volto scarnificato di orrendo scheletro vivente!
LA VERGINE DI SANGUE, probabilmente il capolavoro di Paul Carter, è un folle thriller urbano virato al soprannaturale, e porta in scena la vita e la gioventù dorata di una Stoccolma funestata da misteriose scomparse, sulle quali la Polizia locale indaga; ma tra incubi premonitori, abbazie in cui si svolgono strani convegni, e donne algide e crudeli, si spalanca sotto la città un sulfureo abisso popolato da esseri decapitati e da ancor più orribili segreti...


PAUL CARTER era lo pseudonimo di Gualberto Titta (1906-1999), attore e scrittore, noto soprattutto per i suoi romanzi horror pubblicati dalla ERP negli anni ’60 e ’70, spesso firmati con gli pseudonimi Werner Wrengel, Kevin Mc Hynes, Lancelot Wilde e soprattutto Paul Carter.
    Scrittore eclettico ed eccentrico, Titta è stato autore di un centinaio di romanzi di vario genere (gialli, storici, di guerra, di spionaggio, thriller e, soprattutto, horror, molti comparsi anche in traduzione inglese, francese e tedesca), oltre che di racconti, testi drammatici (come Rottami, Il moschettiere azzurro e Christus), riduzioni teatrali (tra cui quella dei Miserabili di Victor Hugo, scritta a soli sedici anni), poesie e dialoghi per fotoromanzi.
    Tra i suoi romanzi dell'orrore spiccano Le belle e i mostri (1961), Satana è donna (1962), La luce dei morti (1963), Il marchio del vampiro (1964), Il canto degli annegati (1965), Il tesoro dei cavalieri neri (1972), Il sesso e la morte (1973) e Allucinazione maledetta (1977).

Il volume, di 350 pagine, ha un costo di 19 euro, e può essere ordinato con le modalità d’ordine indicate più sopra.

Per ulteriori informazioni scrivete all’email di redazione:

domenica 18 settembre 2011

I CAPOLAVORI DE “I RACCONTI DI DRACULA”



Mentre si appressano le prime ombre dell’autunno, la Dagon Press riapre le sue cripte e, dalle ombre, sortiscono voci inquietanti che sussurrano nel vento notturno macabre novelle e storie obliate di tenebra e di morte: sono i RACCONTI DI DRACULA, e si inseriscono in una nuova collana narrativa che recupera dal passato i migliori romanzi horror e weird scritti da autori italiani, opere ignote, sepolte e dimenticate ma pregne nell’humus stesso di cui sono fatti i sogni, pagine infestate che ritornano per stregare una nuova generazione di lettori…

I RACCONTI DI DRACULA è stata una storica collana pubblicata dal 1959 al 1981 dall’Editrice ERP (poi Wamp) del barone Antonino Cantarella. Paragonata alla mitica Weird Tales, questa serie era il frutto di un gruppo di Autori eccezionali e di circostanze favorevoli che portarono alla nascita di un genere di narrativa a formula, dando linfa alla moderna letteratura fantastica e del terrore di marchio italiano. In questa mitica serie apparvero numerosi capolavori del genere nero e soprannaturale di scrittori italiani, nascosti tutti, come usava all’epoca, sotto presudonimi anglofoni o tedeschi. Per molti anni si continuò a credere che i libri della collana “I racconti di Dracula” fossero traduzioni di autori stranieri. Nei crediti del libro compariva infatti un titolo in inglese o tedesco e il relativo traduttore. Il trucco durò decenni fino a quando non si è scoperto che non si trattava di autori stranieri tradotti, ma di autori nostrani che scrivevano sotto pseudonimo. E per anni il loro vero nome era comparso nel libro: come traduttori!

I romanzi di questi scrittori dimenticati sono diventati oggi dei veri classici, e i loro autori degni di stare nell’Olimpo con i più alti nomi della narrativa di genere, i vari Algernon Blackwood, William Hope Hodgson, Jean Ray, e tutti gli altri che hanno fatto la storia e la fortuna dell’orrore letterario.

E’ con immenso piacere e anche una punta di orgoglio, quindi, che noi della Dagon Press, togliendo la patina di ragnatele a quelle vecchie riviste ingiallite (primo, e forse unico esempio di pulp di produzione italiana!) presentiamo i primi due volumi della serie I CAPOLAVORI DE “I RACCONTI DI DRACULA”, la collana di omnibus destinata a rinverdire i fasti di quella straordinaria fucina del terrifico, e di un periodo che – e per molti sarà una sorpresa scoprirlo - vide anche da noi una fiorente produzione fantastica e una schiera di validi autori cimentarsi con streghe e stregoni, vampiri e diavoli, mostri e licantropi, alieni, golem e tutta una serie di altre creatures della letteratura orrorifica e nera.

I CAPOLAVORI DE “I RACCONTI DI DRACULA” presenta, in edizioni ragionate e con i testi rivisti e corretti, le migliori novelle pubblicate nella vecchia collana. Il tutto sotto la supervisione e la cura di Sergio Bissoli, esperto che a questa serie ha dedicato oltre quarant’anni di appassionate ricerche, riuscendo a raccogliere e a catalogare il materiale rarissimo sugli scrittori, le opere, i disegnatori, le curiosità, i titoli, le trame, eccetera.
Ogni libro raccoglie tre romanzi-capolavori degli scrittori cardine della serie, con introduzioni, biografie, e riproduzioni di copertine originali. I primi due titoli usciti li presentiamo qui sotto:


I CAPOLAVORI DE “I RACCONTI DI DRACULA”
- I CLASSICI DELL’ORRORE NERO ITALIANO -
VOLUME PRIMO: FRANK GRAEGORIUS


Edizioni Dagon Press
pp. 328, Euro 19,00


FRANK GRAEGORIUS era lo pseudonimo con cui il dott. Libero Samale (1914-1985), medico psichiatra di Roma, firmava i suoi romanzi dell’horror e del soprannaturale, molti dei quali usciti nella vecchia e oggi mitica collana de “I Racconti di Dracula” dell’Editrice ERP. Autore di circa 100 romanzi di genere nero, studioso di esoterismo e magia, Graegorius ha trasfuso le sue conoscenze nelle sue Opere, e da uomo dotato di grande sensibilità ha creato capolavori di rara atmosfera, di sconvolgente bellezza e profondo mistero. Uomo eccezionalmente colto, dotato di una sensibilità quasi medianica, possedeva una biblioteca comprendente 6.000 libri di Occultismo e Scienze Psichiche; era inoltre un collezionista di rarissimi grimoires (libri di magia medievale) che reperiva nei vari Paesi del mondo. Nei suoi innumerevoli viaggi, dalla Scozia alla Boemia, dalla Germania alla Transilvania, Frank Graegorius ebbe modo di raccogliere numerose leggende, annotandosi nei suoi taccuini cronache di avvenimenti misteriosi e terribili, fatti inquietanti e superstizioni legate alle tradizioni popolari dei paesi che visitava. Visse molte esperienze insolite, a volte piacevoli, a volte terribili e pericolose, e strinse amicizia con personaggi enigmatici: medium, veggenti, occultisti, fattucchiere, sciamani, zigani, stregoni… Fu Profondo conoscitore, dunque, sia delle psiche umana che di concetti esoterici. E Tracce e intuizioni di questi studi sono disseminati, avvertibili e rintracciabili nei suoi libri.
In questo primo volume sono “riesumati” (è il caso di dirlo) tre suoi capolavori che, grazie alle infaticabili ricerche dello studioso e collezionista Sergio Bissoli, vengono ora di nuovo alla luce, dopo quasi mezzo secolo. Un po’ come i vampiri che popolano le sue pagine, fatte di tenebra e di mistero ma anche di rara e squisita bellezza.
Un autore da riscoprire e un libro (già cult per gli appassionati del genere) che non può mancare nella biblioteca del collezionista di libri a soggetto

      Indice del volume:
I SUSSURRI DELLE STREGHE
SUDARIO NUZIALE
IL CASTELLO DELLE ROSE NERE
Appendice: Frank Graegorius, il pioniere della letteratura horror italiana.


I CAPOLAVORI DE “I RACCONTI DI DRACULA”
- I CLASSICI DELL’ORRORE NERO ITALIANO -
VOLUME SECONDO: MORTON SIDNEY



Edizioni Dagon Press
pp. 304, Euro 19,00


MORTON SIDNEY era lo pseudonimo di Franco Prattico (nato a Napoli, nel 1929) che così firmava i suoi romanzi horror e thriller. Ha scritto anche gialli e fantascienza, e altri pseudonimi da lui usati sono Donovan Rick, Fred Gable, e Danny Revack. Oltre ai tre romanzi che qui presentiamo, i suoi capolavori del genere sono “La Stirpe Maledetta”, “Gli Uomini Pipistrello”, e “Il Tempio dell’Orrore”. Grande e dotato scrittore del brivido, i suoi racconti del soprannaturale sono percorsi da una vena romantica. Nelle sue storie paurose leggende si animano nei tetri castelli, antiche maledizioni dalla polvere dei secoli arrivano fino a noi portando il terrore…

     Indice del volume:
LA CACCIA DEL DIAVOLO
L’UOMO CHE NON POTEVA MORIRE
LA PRIGIONIERA DI ROCCIA
Appendice: “Io e i Racconti di Dracula”, di Sergio Bissoli


I LIBRI DELLA DAGON PRESS SONO STAMPATI IN EDIZIONE AMATORIALE E LIMITATA, E DISPONIBILI QUINDI FINO AD ESAURIMENTO DELLE COPIE.



Per informazioni e richieste:





domenica 3 aprile 2011

GLI INCUBI DI EDWARD LUCAS WHITE


Dopo una breve pausa dovuta a motivi “tecnici”, la Dagon Press riapre i battenti e annuncia che sono formalmente aperte le richieste per LUKUNDOO E ALTRE STORIE di Edward Lucas White, volume che già si preannuncia come un evento nella storia editoriale italiana legata al fantastico. In oltre 400 pp. sono state raccolte, in versione integrale, tutte le migliori storie horror, fantastiche e strane dello scrittore, tradotte per la prima volta nel nostro paese per le cure di uno specialista come Bernardo Cicchetti. Chi ama la buona letteratura fantastica, i grandi classici dell’orrore letterario, non può lasciarsi sfuggire questo volume.



Edward Lucas White (1866-1934), scrittore americano, fu professore di latino e greco e autore di romanzi di ambientazione storica. Oggi però è famoso, e giustamente ricordato, per essere l’autore di uno dei racconti più impressionanti della letteratura soprannaturale: “Lukundoo”, il cui protagonista è vittima di un raccapricciante maleficio operato da uno stregone africano. Il suo climax orrorifico lascia letteralmente pietrificati, e la sua particolarità è che la storia in questione lo scrittore se la sognò. Letteralmente. Ma oltre a questo gioiello del macabro, E.L. White ha scritto tutta una serie di memorabili racconti fantastici e orrorifici che prendono corpo dai suoi incubi, e che non sono da meno in quanto a senso di inquietudine e alienità che riescono a trasmettere, qualità che lo fanno annoverare tra i grandi Maestri dimenticati del genere. Lo stesso Lovecraft lo considerava uno degli scrittori più rappresentativi dell’horror del ‘900, e di lui ha scritto, in Supernatural Horror in Literature, che “… White sa conferire ai suoi racconti un pregio molto singolare: una sorta di fascino subdolo che possiede una sua peculiare capacità di convincere.”



La grossa raccolta che pubblichiamo in esclusiva (un vanto nel percorso editoriale della piccola ma agguerrita Dagon Press) raccoglie in maniera ragionata e pressoché completa, in traduzioni nuove e integrali, i migliori racconti della produzione fantastica di White, dei capolavori assoluti nel genere weird come “Il Muso”, “La Casa dell’Incubo”, o “Amina”, e comprende l’intera antologia originale Lukundoo and other stories (1927), più un’ampia scelta dei racconti più belli e significativi delle raccolte successive dell’autore, The Song of the Sirens and other stories (1934) e Sesta and other strange tales (2001). Il tutto corredato da disegni e illustrazioni d’epoca, foto rare dello scrittore, e documenti che ne inquadrano la vita e l’opera, comprese le rarissime Introduzione e Postfazione dello stesso White alle prime due suddette raccolte.



Il libro si presenta quindi come l’antologia “definitiva” di un vero classico della letteratura nera e fantastica, raccogliendo il meglio di un autore che fino ad ora è stato stranamente e – diciamolo pure – criminalmente ignorato in Italia.



Sebbene la sua fama di scrittore resti legata soprattutto ai racconti horror più tradizionali, White –scrive Andrea Jarok nella bio-bibliografia posta in appendice al libro – “si pone in quella scia di autori, da Walter de la Mare fino a Robert Aickman, in cui il fantastico è rappresentato più da una situazione psicologica irrisolta, attraverso la quale l’essere umano, reso più debole, riesce ad accedere a nuove e a volte terrificanti realtà”. E’ questo il caso, ad esempio, delle mostruose trasformazioni (prima psicologiche e poi fisiche) di racconti come “Canea”, “Il Muso”, o “Sesta” dove si assiste, nel contesto di una storia di pirati alla Robinson Crusoe, ad una terrificante metamorfosi lovecraftiana che lascia completamente spiazzati.



Ma nell’insieme dell’antologia trovano posto anche le più classiche ghost stories (“Il Messaggio sulla Lavagna”, “Gertrude”, “La Cintura”), conte cruels (“La Pantera Maculata”) e perfino fantasie storiche che, per stile e atmosfera, ricordano i racconti di Robert E. Howard (“Disvola”, “La Spada di Flocki”). Non c’è genere nel campo del racconto soprannaturale e fantastico in cui l’autore non si sia cimentato, e la forza della sua prosa, resa eccellente dall’esposizione precisa dei fatti, dall’accuratezza e dall’accumulo dei dettagli, si rende evidente in storie ingegnose e sottilmente inquietanti come “Il Canto delle Sirene”, una disturbante rivisitazione del mito Omerico, o “L’Isola Stregata”, dove l’aspetto onirico e quello fantastico si uniscono in un’atmosfera rarefatta che richiama il mondo allucinato di una serie televisiva di culto come Il Prigioniero. Ci sono poi le storie assolutamente inclassificabili, in cui le situazioni più strane e bizzarre, in genere legate alla psicologia deviata, ma anche devastata (e devastante) dei personaggi la fanno da padrone. E’ il caso di racconti come “Il Rantolo della Morte”, o “Il Puzzle”. Un campionario d’incubi, dunque, degno di un Poe o di un Lovecraft.



Quelli di White sono racconti che sempre, e in ogni caso, “rinviano a un oltre, a realtà parallele dove coerenza non è una parola pertinente” (Cicchetti). E’ noto che l’autore scrisse quasi tutte le sue storie sotto l’effetto dei sogni, o megli degli incubi, terrificanti e vividi, che ne affliggevano le notti; la sua era una sorta di scrittura automatica, quasi inconscia, come quella dettata dai medium, perché White scriveva subito dopo sveglio come fosse in tranche. Una caratteristica, questa, che lo accomuna vieppiù ad H.P. Lovecraft, altro grande creatore d’incubi. E al pari di quelle del Mestro di Providence le sue storie sono potenti, fantastiche e strane; in esse i personaggi e gli ambienti sono calati in atmosfere allucinate e irreali.



Anche un critico acuto come S.T. Joshi ha riconosciuto a White queste qualità, quasi magiche, di scrittura, dedicandogli un articolo elogiativo in cui afferma che “Edward Lucas White ci ha lasciato un piccolo ma significativo corpus di storie fantastiche, che troppo a lungo hanno aspettato per trovare una nuova generazione di lettori che le sappiano apprezzare” (cfr. “E.L. White: Dream and Reality”, in The Evolution of the Weird Tale, Hippocampus Press, New York, 2001, p. 45).



E’ quindi un volume di grande impegno e valore quello che pubblichiamo, un vero must per studiosi, cultori o semplici appassionati della migliore letteratura fantastica. Un libro destinato sicuramente a diventare un prezioso oggetto di culto, e che resterà negli annali delle pubblicazioni dedicate alla letteratura di genere in Italia.



Data la sua natura specialistica e anticommerciale, LUKUNDOO E ALTRE STORIE di Edward Lucas White viene pubblicato a tiratura controllata e limitata (solo 100 copie numerate), con possibilità di acquisto diretto mediante la modalità qui di seguito indicata:



- versamento su Postepay n. 4023600464559329 (intestatario Pietro Guarriello) o con bonifico bancario (dati a richiesta). Il volume ha un costo di 35 euro + spese di spedizione (4 euro), e l’invio avverrà con la sicurezza della posta raccomandata.


Dopo il versamento, occorre inviare una email di conferma all’indirizzo di redazione (studilovecraft@yahoo.it) circa l’avvenuto pagamento, indicando qui un indirizzo postale per il recapito.



IMPORTANTE: Il volume viene venduto con il metodo della prevendita (scontato del 10%), e gli ordini devono necessariamente pervenire entro il 30 aprile. Una volta chiuse le prenotazioni, le copie saranno stampate e spedite ai richiedenti, che le riceveranno entro un paio di settimane. Saranno quindi stampate tante copie quanti saranno gli ordini pervenuti (fino a un massimo di 100 copie).


Dopo la data suddetta del 30 aprile, se resteranno copie invendute, il prezzo del libro salirà a 39 euro + spese di spedizione; ma resta chiaro che al raggiungimento delle 100 copie il libro non sarà più disponibile.



Ricordiamo infine che, per quest’occasione “speciale”, il volume viene stampato in edizione rilegata e non in brossura, come i precedenti, e quindi avrà una solida copertina (che “invecchiata” ad arte riproduce esattamente, a parte il titolo in Italiano, quella originale del 1927) e sovracopertina antipolvere. Questa sua esclusività, e la stampa limitata (oltre alla bellezza intrinseca dell’oggetto in sé) determineranno il futuro valore del libro, destinato col tempo a diventare un ambìto volume da collezione.



Per ulteriori chiarimenti potete scrivere all’email di redazione:


studilovecraft@yahoo.it



Happy weird!